Fatemi capire. Per favore… 4

Mio figlio il prossimo anno inizierà la scuola elementare. E, come se questo non fosse già di per sè un elemento generatore di ansie, adesso ci si è messa anche la riforma Gelmini.

Dal momento che l’argomento mi tocca (eccome), mi piacerebbe poter entrare nel merito della riforma, e discuterne la sua adeguatezza o meno. Ma il problema è che ancora non l’ho capita. E non ho trovato nessuno che sia in grado di spiegarmela asetticamente, al di là dei pareri di parte che ci sono dappertutto. Oh, intendiamoci: magari quello che dicono gli insegnanti in agitazione è giustissimo e verissimo, ma magari qualcosa di sensato nella riforma c’è anche. Insomma, vorrei una spiegazione asettica, tanto per iniziare, e poi mi farò le mie idee… qualcuno ne ha per caso trovata una?

Ad esempio, tanto per fare una domanda: perchè tutti dicono che il tempo pieno verrà eliminato e la Gelmini dice il contrario? Qualcuno per caso sta sbagliando i conti o ha capito male?

Se si sbagliano gli insegnanti, allora perchè non vedo ‘sto gran sforzo da parte del Ministero di spiegargli dove hanno sbagliato i conti? E se si sbaglia il Ministero, allora perchè il capo vuole blindare la discussione del decreto anche al Senato, come ha già fatto alla Camera?

Fatemi capire…

4 thoughts on “Fatemi capire. Per favore…

  1. Reply Massimo ott 22,2008 15:29

    La questione del tempo pieno e’ in effetti la piu’ nebulosa ed intricata dell’intero decreto.
    Anch’io, come te, sono interessato molto da vicino alla vicenda, anche se pare che il fatto di aver iniziato quest’anno solleverà mio figlio da ogni preoccupazione, poiche’ pare (dico pare) che chi ha iniziato con un ordinamento finisce con quell’ordinamento. Mi sembra una cosa sensata, e proprio per questo ci credero’ solo quando lo vedro’ con i miei occhi.
    Tornando a bomba, mi sono letto e riletto il decreto diverse volte, e proprio non riesco a capire come si faraà ad organizzare il tempo pieno con un maestro solo.
    oggi la gestione del tempo pieno avviene grazie alla cosiddetta “compartecipazione”. Cioè i due insegnanti (che svolgono il loro mestiere per 24 ore settimanali ciascuno) coprono la fascia oraria 8:30-16:30 alternandosi.
    Quello che non riesco a capire è come la Gelmini pensa di continuare a gestire un tempo pieno con un solo insegnante che invece di lavorare 24 ore a settimana ne lavora 25.
    E’ una pura questione matematica: 25 ore la settimana sono 5 ore al giorno per cinque giorni, ergo 8:30-13:30. E fino alle 16:30 che ne sarà dei bambini?
    A quanto ho capito (ma visto che sull’argomento non c’e’ nulla di scritto ed ufficiale, si tratta più che altro di un ragionamento ad alta voce), il tempo pieno sarà garantito tramite l’esternalizzazione dei servizi, come aviene ora per il post-scuola. Questo porterebbe, secondo me, a due svantaggi generali:

    1 – La fase pomeridiana del tempo pieno si ridurrebbe ad un post scuola allungato, e tutti sappiamo che il post scuola è essenzialmente un parcheggio per bambini, mentre il tempo pieno attuale è a tutti gli effetti del tempo dedicato alle attività scolastiche.

    2 – La scuola pubblica avrebbe sicuramente dei benefici economici, perchè pagherebbe meno ore. Ma ho il forte sospetto che i soldi risparmiati non serviranno a coprire i costi dell’esternalizzazione del tempo pieno, che ricadrebbe cosi’ sulle famiglie. Quindi avremmo una scuola pubblica che si avvicinerebbe sempre più alla privata come costi.

  2. Reply Massimo ott 22,2008 15:32

    Memo per il prossimo commento: rileggere e correggere la grammatica PRIMA di pigiare sul tasto “Submit Comment”. :)))

  3. Reply Serenissima ott 24,2008 09:30

    Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a Difesa della Scuola Nazionale, a Roma l’11 febbraio 1950

    L’ipotesi di Calamandrei.

    “Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
    Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola previlegiata.
    Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.”
    Piero Calamandrei

  4. Reply stell@ ott 28,2008 21:23

    Concordo in pieno con Serenissima…
    il progetto che si intravede è la demolizione della scuola pubblica a favore di una scuola privata per pochi eletti…

    Nel pratico però di chi manderà i propri bambini alle elementari nel 2009 (io ne mando “solo” 5 quest’anno…di alunni, ma ben 4 stranieri) ci saranno novità strtavolgenti.

    Tempo pieno a parte, che sarà (sembra) organizzato in “corsi extracurricolari opzionali” ovviamente a pagamento il problema vero sarà la didattica.
    Mi spiego
    Ora gli nsegnanti del “modulo” sono 3 su 2 classi, con ampi orari di compresenza che permettono sia di fare lezioni a gruppi ridotti (ad es per far ripassare un concetto a chi magari non lo padroneggia ancora con sicurezza) sia di fare attività difficlmente gestibili da una sola insegnante come i progetti di continuità con le scuole materne o medie (fondamentali per ridurre il disagio dell’arrivo in una scuola nuova) ma anche le gite…io personalmente una scolaresca intera da sola in gita non ce la porterei.
    Se poi consideriamo gli insegnanti come esseri umani con competenze specifiche, passioni ed esperienze personali e non meri intrattenitori di alunni…bhe la questione si complica e a mio parere si agrava pure.
    Se un insegnante che ama la matematica viene “ingabbiato” ad alfabetizzare una classe prima, ammesso che abbia la padronanza delle tecniche, delle attività da svoglere sarà senza dubbio poco motivato e facilemte si chiuderà in stereotipi, in indottrinamenti che rassicurano chi insegna…non è cattiveria sono meccanismi che esistono e sono ben noti.
    Se non padroneggi una materia la insegni a pappagallo… e siccome nessuno (o quasi) è un tuttologo mentre alle elemntari è fondamentale dare le basi in ogni materia, possibilmente nel rispetto delle capacità e preferenze del singolo bambino..il maestro unico avrà il suo bel daffare

    Senza contare il “portfolio ersonalizzato” (riforma Moratti) sorta di programma individualizzato alunno per alunno…già difficile gestirlo ora, un maestro da solo lo farà solo se ne avrà la volgia e le forze…

    Poi aggiungiamo (cosa che pochi conoscono) tutte le riunioni e le quisquiglie burocratiche nella gestione di una classe (pagelle, colloqui, preparazione di materiali, ricerche di attività ecc) che se nelle classi in parallelo (modulo) è suddiviso tra 3 insegnanti ora graverà su un singolo lavoratore…sempre più pressato…e questo saprà scrollarsi di dosso tutto al suono della campanella per accogliere i suoi 26 alunni? Spero di sì, ma realisticamente mi accontenterei se accadesse nel 50% dei casi.

    Ci sarebbero altri risvolti, forse più tecnici e che
    meno direttamente influiranno sugli allievi, ma penso che già questo basti a far capire ai genitori che non sarà “solo” un problema di orario (che ci sarà, è indubbio) ma l’organizzazione e la natura stessa della scuola che verrà stravolta

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