“Papà, come si dice grigio in inglese?”
“Gray”
“E… argento e oro?”
“Silver e gold”
“Sì ma… argento?”
“Silver”
“E oro?”
“Gold”
“Ma, papà… le sai tutte!”
10 marzo 2010 by Mauro | Tag: famiglia, paternità | 2 commenti »
“Papà, come si dice grigio in inglese?”
“Gray”
“E… argento e oro?”
“Silver e gold”
“Sì ma… argento?”
“Silver”
“E oro?”
“Gold”
“Ma, papà… le sai tutte!”
23 febbraio 2010 by Mauro | Tag: serie tv, televisione | 1 commento »
Tre amici sono seduti al bar a pranzo e parlano del fatto che uno di loro, quella stessa mattina, era stato quasi investito da un SUV, che non si era nemmeno fermato. Lo stesso dice agli altri che è riuscito a rintracciare la targa del SUV.
“Chi viene con me?”
“Parli sul serio?”
“A… a fare cosa?”
“Perchè lasciare che la faccia franca?”
“Perchè è così che vanno le cose. Certi tipi sono dei cazzoni e a volte devi ingoiare il rospo.”
“Esatto, è quello che dico io. Stavolta il rospo glielo ficchiamo in gola noi.”
“Io sono un uomo adulto e ho delle faccende serie da sbrigare… Ho una moglie, dei figli, il mutuo… Cose che hanno un peso. Non ho tempo per le sciocchezze.”
“Ragazzi, ragazzi, seriamente. Nessuno vuole farlo? Siamo vicini ai 50 anni. Abbiamo avuto a che fare con dei cazzoni per tutta la vita.”
“Vero? E indovina, i cazzoni vincono.”
“Ma ora che possiamo fargliela pagare, volete farvene sfuggire l’occasione? Di nuovo? Voglio dire… lasciamo che il cazzone la faccia franca un’altra volta?”
“Ma sì.”
“Te l’ho detto, ho altro da fare.”
“E dai.”
“E’ ridicolo.”
È un estratto – nella traduzione di Itasa – di una scena di “Men Of A Certain Age“, una nuova serie che ho appena scoperto. Non racconta nulla di particolare, se non le vite quotidiane di tre buoni amici alle porte dei 50 anni, con tutti i problemi e le situazioni quotidiane: la salute, il lavoro, la moglie, i figli, le donne, eccetera eccetera. Tutto ovviamente realizzato benissimo e con attori bravissimi, anche noti come Ray Romano (quello di Tutti amano Raymond) e Scott Bakula (Quantum Leap, qualcuno se la ricorda?).
Con meno di 30 anni sulle spalle questa serie non va neanche approcciata, annoierebbe subito. Sotto i 40 anni si può apprezzare l’ottima realizzazione e il buon prodotto, ma forse la si sente “fin là”. Ma se hai più di 40 anni, finanche qualcuno in meno dei protagonisti, questa serie parla di te, di come vivi la vita e le tue giornate, dei casini che combatti, degli amici che hai o che vorresti avere, di come sei arrivato a vedere le cose. Il dialogo iniziale – preso dalla seconda puntata – è sintomatico: solo a quest’età riconosci il disincanto di fronte alla possibilità di cambiare le cose (“I cazzoni vincono”), le priorità che sono cambiate rispetto a quando eri giovane (“Ho una moglie, dei figli, il mutuo… Cose che hanno un peso”), lo spessore di un rapporto di amicizia sopravvissuto al tempo e ai cambiamenti.
La serie non è nè comica nè drammatica: si ride quando si deve ridere, si riflette quando si deve riflettere, e in fondo anche la vita è così. Non so se ne arriverà una versione in italiano, nè come verrà tradotta (certo, dovesse prenderla Mediaset ho già un brutto presentimento…). Intanto, però, a me però sono bastati tre episodi per infilarla fra le preferite…
15 febbraio 2010 by Mauro | Tag: pensieri | 3 commenti »
Conversazione in ufficio con il collega di 23 anni:
Lui: “Dovresti vedere la collezione di LCD che mi ha dato un mio amico”
Io: “…”
L: “Sì, lui ne ha un sacco, non li ascolta neanche più così me li ha passati”
I: “Scusa, ma… collezione di cosa?”
L: “Di LCD… com’è che si chiamano quei cosi vecchi… i vinile?”
I: “…ellepi…”
L: “Ecco, sì, LP”
26 gennaio 2010 by Mauro | Tag: sport; calcio; Juventus | 3 commenti »
10 cose che penso sul momento della mia Juventus:
- penso che la situazione è talmente surreale che prima o poi finirà. Probabilmente di colpo, magari per caso o magari con una partita ‘giusta’, come lo è stata lo scorso anno quella con il Real a Madrid. Ma sfortunatamente nessuno sa quando questo succederà, e nel frattempo continuiamo a farci del male. Per la gioia dei “giornalismo” sportivo italiano e di SkyCalcio24 che hanno sempre qualcosa con cui fare i titoli.
- penso che le colpe dell’allenatore sono talmente evidenti che non si può non vederle, ma paradossalmente penso anche che Ferrara si sia evoluto nel capro espiatorio di tutta la storia. È stato lanciato allo sbaraglio lo scorso anno per “salvare la stagione” ed è andata bene, perchè – comunque – Ciro non è un fesso (cit.); poi, visto che abbiamo tutti un Guardiola in casa, è stato confermato in pompa magna anche per risparmiare i soldi che avrebbe chiesto un Mancini o uno Spalletti (tanto per citarne due). Da lì qualche cazzata l’ha fatta anche lui, ed è stato travolto non tanto da queste ma dal non avere nessuno alle spalle a “proteggerlo”. E ora, di fronte alla valanga, non ha probabilmente il nome o l’esperienza necessarie ad uscirne da solo, nè si vede chi lo possa aiutare in questo: l’unica soluzione trovata è stata quella di riesumare Bettega, e speriamo che serva. E io quasi quasi penso che la cosa più giusta da fare sarebbe di lasciarlo lì, e sopportare il rischio di toppare un anno (capirai, siamo stati in B, e comunque finchè quell’altro lì che si lamenta sempre – è nel loro DNA – non finisce i soldi hai voglia a rivincere qualcosa) che tanto la probabilità di riuscire a ribaltare la situazione con uno di quelli disponibili ora non è poi così superiore a quella di riuscirci con Ferrara; e poi, a giugno, riparlare di tutto, allenatori e giocatori. Ma ci vuole anche la voglia e la forza di difendere e sorreggere Ferrara, anche nello spogliatoio, e questa pseudo-società non ha forse ne l’una nè l’altra.
- penso che Jean Claude Blanc sia anche un buon manager, che fra qualche anno sarà abbondantemente ringraziato per aver guidato la realizzazione di uno stadio di proprietà, ma che di calcio ne capisca più o meno quanto me; e questo “quanto” non so bene quanto sia ma non è comunque sufficiente per prendere decisioni di calcio su una squadra di calcio ai massimi livelli della Serie A italiana di calcio. Il che rende ancora più incomprensibile per me come possa fare insieme il presidente, l’amministratore delegato ed il direttore generale. Di una squadra di calcio.
- penso che non ho ancora capito se Alessio Secco prende davvero delle decisioni di mercato, ma il fatto che nell’area tecnica ci fossero fino all’altro ieri solo lui e Blanc mi farebbe propendere per il sì. Il che rende la cosa inquietante ma, in effetti, spiega molte cose comiche. Ad esempio, l’anno prima serviva un “regista di centrocampo”, ma Xabi Alonso costava troppo, quindi dopo un tira e molla infinito abbiamo preso Poulsen, un “muscolare”. Ok, va bene, ci pareva di avere già Sissoko, ma diciamo che va bene. Ma l’anno dopo, quando serviva di nuovo un “regista di centrocampo” e D’Agostino costava troppo (suona familiare?) cosa abbiamo preso? Felipe Melo, il più “muscolare” di tutti. E ci abbiamo speso sopra di più di quanto ci sarebbe costato D’Agostino, ma contenti, perchè questo è un campione del mondo e così Pozzo non si illude di potere dettare le condizioni a noi. E a questo punto, visto che non potevamo mica tenere tutti (e sempre Sissoko ce lo siamo dimenticati?), dovevamo vendere un altro “muscolare”. Però Poulsen non siamo riusciti a venderlo a nessuno e allora, visto che qualcuno doveva andarsene, abbiamo impacchettato in fretta e furia un Cristiano Zanetti a caso e lo abbiamo spedito a Firenze, che tanto lì Corvino appena vede il numero di Secco sul telefonino è già contento. Tantopiù dopo che gli avevamo strapagato Melo e svenduto Marchionni perchè ‘un laterale non ci serviva’, salvo scoprire, quando abbiamo iniziato ad impanicarci sul modulo, che non c’era in rosa un sostituto per l’ectoplasma di Camoranesi. Ma SkyCalcio24 potrebbe mai privarsi di tipi così?
- penso che la fesseria più grossa sia stata fatta lo scorso anno esonerando Ranieri. E l’ho sempre detto. E il fatto che la decisione l’abbia presa Blanc (lo ha più volte affermato lui) rafforza ancora di più quanto ho detto al punto 3.
- penso che lo spaventoso numero di infortuni verificatosi negli ultimi due anni abbia sicuramente qualcosa a che vedere con la sfiga (ad esempio, mentre scrivo mi risulta che siano in 5 con l’influenza), ma che una controllatina attenta al lavoro dei nostri medici e preparatori atletici la darei.
- penso che mi va benissimo la politica dei giovani italiani. La adoro e la sottoscrivo, specialmente visto che il nostro settore giovanile ne produce di buoni a pacchi. Ma non è che adesso li riportiamo tutti indietro e risolviamo la questione (a proposito, ma perchè Ariaudo – nel quale lo scorso anno credevamo – è andato a Cagliari?). Paolucci e Candreva serviranno domani, ma per uscire dal buco non so se possano bastare. Certo che poi, se Ferrara fa entrare Candreva al 78′ e Paolucci al 90′, servono ancora a meno.
- penso che adoro Alessandro Del Piero, per tanti motivi, da quello geografico a quello umano a quello sportivo, e che qualsiasi cosa faccia per me andrà sempre bene. Ma se fossi in lui, il prossimo anno, riguarderei cosa ha fatto Zola in Inghilterra, riguarderei in che condizioni è il calcio italiano e andrei davvero a provare l’esperienza oltremanica. Magari mettendo una clausoletta nel contratto del tipo “se capita, contro la Juve non gioco”. Scommetto che lui si divertirebbe un casino e diventerebbe anche un dio per i tifosi. Senza lui e Trezeguet lì davanti la Juve non sarebbe più la stessa, ma il tempo passa per tutti, quindi prima o poi la squadra deve ringiovanire. Solo che penso anche che non succederà.
- penso che Diego è forte davvero e lo diventerà ancora di più, e quando passerà la bufera saremo contenti di averlo preso. Se poi si svegliassero anche i suoi due connazionali, e soprattutto quello davanti che non ha ancora deciso se è brasiliano o italiano, sarebbe cosa buona e giusta.
- nei momenti più cupi faccio un incubo, e penso che siamo diventati come l’Inter di qualche anno fa: soldi e nomi buttati lì, nel tritacarne, senza un filo conduttore o uno straccio di progetto, senza una dirigenza degna di questo nome a gestire il tutto, mentre gli altri vincevano. Ma anche dagli incubi, per fortuna, ci si risveglia.
Forza, Juve.
18 gennaio 2010 by Mauro | Tag: pensieri | Lascia un commento »
Questo weekend sportivo ha visto osservare un minuto di silenzio (credo) dappertutto, per commemorare le vittime del terremoto di Haiti.
Ma perchè un minuto di silenzio – indetto per la stessa nobile causa – su un campo da rugby (Treviso-Munster di Heineken Cup, sabato pomeriggio) dura un minuto e l’unica cosa che si sente è il rumore del vento, mentre su un campo da calcio (uno a caso della nostra Serie A) dura 30/40 secondi e magari in sottofondo ci sono i cori degli ultras?
17 gennaio 2010 by Mauro | Tag: pensieri | Lascia un commento »
Domenica pomeriggio. Freddo, ma non freddissimo. Coperto, ma non copertissimo, con una bella luce. Insomma, la tipica giornata invernale in cui fuori non stai neanche tanto male.
E allora, passeggiata da solo; passando prima in cimitero da papà e poi anche a trovare mamma. A passo lento, costeggiando il canale, in uno scenario talmente tranquillo e pacifico da non esserci più abituati. Mani in tasca ed ipod nelle orecchie, occhi alti a gustarsi il paesaggio e bassi ad accompagnare i pensieri.
E come colonna sonora, guarda un po’, i Pooh degli anni ‘70. Cioè il loro periodo migliore: quello in cui anch’io iniziavo a mangiare musica e ad ascoltare loro canzoni come “Ci penserò domani”, “Notte a sorpresa”, “Io sono vivo”. E una canzone come “Classe ‘58″ mi faceva sorgere mille domande sul mio futuro, su come sarebbe stato, su cosa avrei vissuto e cosa avrei passato. Vai a immaginare che trent’anni dopo sarei stato sul bordo di quel canale, con un affarino inconcepibile di qualche grammo in mano, dal quale sarebbe uscita quella stessa canzone, che mi avrebbe fatto pensare a quelle stesse cose, ma al passato. E che sarebbe stata la colonna sonora perfetta per un piccolo momento magico…
5 gennaio 2010 by Mauro | Tag: musica | Lascia un commento »
“A parte che i sogni passano se uno li fa passare,
alcuni li hai sempre difesi, altri hai dovuto vederli finire.
Niente paura, niente paura, niente paura,
ci pensa la vita, mi han detto così”
3 gennaio 2010 by Mauro | Tag: gioco, test | 1 commento »
Un’amica mi ha girato una mail con uno di quei classici questionari pieni di domande personali, che sembrano presi da un profilo di Facebook (o dai quali Facebook ha preso le idee per il suo profilo). E, siccome queste cose esercitano su di me uno strano fascino perverso – vedi anche qui e qui come ulteriore prova -, lo sbatto qui sul blog. Tiè!
2 gennaio 2010 by Mauro | Tag: Amici | Lascia un commento »
Ciao, che piacere… sì, sì, sono ancora vivo eheheh… sì, sto bene, e tu? tutto bene?… bene, dai… sì, tutti bene anche loro… Andrea? ah, lui sta meglio di tutti noi messi assieme… sì sì, no, non si è mai ammalato, sta tenendo botta splendidamente… macchè suina, nemmeno un raffreddore finora… sììì, a scuola va bene, per il momento è contento, finchè dura… eh sì, i compiti… vabbè, ma a chi di noi piaceva fare i compiti?… Sì, per il resto tutto bene, la moglie sta bene… lavoro? ma parliamo del tempo… eheheh… no, dai non sono sparito, basta che fai un giro su Twitter e mi trovi… sul blog non ho più scritto ma è stato un periodo un po’ pieno, diciamo… sì, ma adesso si ricomincia, com’è che si dice? anno nuovo, blog nuovo, no?… no, no, non lo cambio, sì, l’indirizzo rimane quello, intendevo solo che conto di riprenderlo in mano più spesso… eh, lo so, dai che magari ci risentiamo… eheheh, no, non sparisco più, promesso… ok, allora stammi bene anche tu.
CIAO!
11 settembre 2009 by Mauro | Tag: attualità, Berlusconi, stampa | 1 commento »
Sempre per la serie “guardiamoci con gli occhi degli stranieri”, riporto un breve frammento di un editoriale letto sul Wall Street Journal. L’intero articolo è qui:
“Tales of call-girls and 18-year-olds aside, we can imagine journalists publishing far more important stories about Mr. Berlusconi’s governance—of his relationships with Tripoli and Tehran, perhaps, of the effects of his economic nationalism, of his treatment of immigrants or his broken promises to cut taxes—that might also damage what he suddenly imagines to be his pristine reputation.”
Per chi non mastica tanto l’inglese: l’articolista deduce che i giornalisti possano avere cose più importanti da pubblicare su Berlusconi, e altrettanto lesive per la sua reputazione – le sue relazioni con Tripoli e Teheran, gli effetti del suo nazionalismo economico, le sue promesse non mantenute di tagliare le tasse – rispetto ai suoi affaracci con le signorine.
Com’è evidente che non ci conosce…