Poco bianco, poco nero, molto grigio

26 gennaio 2010 by Mauro | Tag: | 3 commenti »

10 cose che penso sul momento della mia Juventus:

- penso che la situazione è talmente surreale che prima o poi finirà. Probabilmente di colpo, magari per caso o magari con una partita ‘giusta’, come lo è stata lo scorso anno quella con il Real a Madrid. Ma sfortunatamente nessuno sa quando questo succederà, e nel frattempo continuiamo a farci del male. Per la gioia dei “giornalismo” sportivo italiano e di SkyCalcio24 che hanno sempre qualcosa con cui fare i titoli.

- penso che le colpe dell’allenatore sono talmente evidenti che non si può non vederle, ma paradossalmente penso anche che Ferrara si sia evoluto nel capro espiatorio di tutta la storia. È stato lanciato allo sbaraglio lo scorso anno per “salvare la stagione” ed è andata bene, perchè – comunque – Ciro non è un fesso (cit.); poi, visto che abbiamo tutti un Guardiola in casa, è stato confermato in pompa magna anche per risparmiare i soldi che avrebbe chiesto un Mancini o uno Spalletti (tanto per citarne due). Da lì qualche cazzata l’ha fatta anche lui, ed è stato travolto non tanto da queste ma dal non avere nessuno alle spalle a “proteggerlo”. E ora, di fronte alla valanga, non ha probabilmente il nome o l’esperienza necessarie ad uscirne da solo, nè si vede chi lo possa aiutare in questo: l’unica soluzione trovata è stata quella di riesumare Bettega, e speriamo che serva. E io quasi quasi penso che la cosa più giusta da fare sarebbe di lasciarlo lì, e sopportare il rischio di toppare un anno (capirai, siamo stati in B, e comunque finchè quell’altro lì che si lamenta sempre – è nel loro DNA – non finisce i soldi hai voglia a rivincere qualcosa) che tanto la probabilità di riuscire a ribaltare la situazione con uno di quelli disponibili ora non è poi così superiore a quella di riuscirci con Ferrara; e poi, a giugno, riparlare di tutto, allenatori e giocatori. Ma ci vuole anche la voglia e la forza di difendere e sorreggere Ferrara, anche nello spogliatoio, e questa pseudo-società non ha forse ne l’una nè l’altra.

- penso che Jean Claude Blanc sia anche un buon manager, che fra qualche anno sarà abbondantemente ringraziato per aver guidato la realizzazione di uno stadio di proprietà, ma che di calcio ne capisca più o meno quanto me; e questo “quanto” non so bene quanto sia ma non è comunque sufficiente per prendere decisioni di calcio su una squadra di calcio ai massimi livelli della Serie A italiana di calcio. Il che rende ancora più incomprensibile per me come possa fare insieme il presidente, l’amministratore delegato ed il direttore generale. Di una squadra di calcio.

- penso che non ho ancora capito se Alessio Secco prende davvero delle decisioni di mercato, ma il fatto che nell’area tecnica ci fossero fino all’altro ieri solo lui e Blanc mi farebbe propendere per il sì. Il che rende la cosa inquietante ma, in effetti, spiega molte cose comiche. Ad esempio, l’anno prima serviva un “regista di centrocampo”, ma Xabi Alonso costava troppo, quindi dopo un tira e molla infinito abbiamo preso Poulsen, un “muscolare”. Ok, va bene, ci pareva di avere già Sissoko, ma diciamo che va bene. Ma l’anno dopo, quando serviva di nuovo un “regista di centrocampo” e D’Agostino costava troppo (suona familiare?) cosa abbiamo preso? Felipe Melo, il più “muscolare” di tutti. E ci abbiamo speso sopra di più di quanto ci sarebbe costato D’Agostino, ma contenti, perchè questo è un campione del mondo e così Pozzo non si illude di potere dettare le condizioni a noi. E a questo punto, visto che non potevamo mica tenere tutti (e sempre Sissoko ce lo siamo dimenticati?), dovevamo vendere un altro “muscolare”. Però Poulsen non siamo riusciti a venderlo a nessuno e allora, visto che qualcuno doveva andarsene, abbiamo impacchettato in fretta e furia un Cristiano Zanetti a caso e lo abbiamo spedito a Firenze, che tanto lì Corvino appena vede il numero di Secco sul telefonino è già contento. Tantopiù dopo che gli avevamo strapagato Melo e svenduto Marchionni perchè ‘un laterale non ci serviva’, salvo scoprire, quando abbiamo iniziato ad impanicarci sul modulo, che non c’era in rosa un sostituto per l’ectoplasma di Camoranesi. Ma SkyCalcio24 potrebbe mai privarsi di tipi così?

- penso che la fesseria più grossa sia stata fatta lo scorso anno esonerando Ranieri. E l’ho sempre detto. E il fatto che la decisione l’abbia presa Blanc (lo ha più volte affermato lui) rafforza ancora di più quanto ho detto al punto 3.

- penso che lo spaventoso numero di infortuni verificatosi negli ultimi due anni abbia sicuramente qualcosa a che vedere con la sfiga (ad esempio, mentre scrivo mi risulta che siano in 5 con l’influenza), ma che una controllatina attenta al lavoro dei nostri medici e preparatori atletici la darei.

- penso che mi va benissimo la politica dei giovani italiani. La adoro e la sottoscrivo, specialmente visto che il nostro settore giovanile ne produce di buoni a pacchi. Ma non è che adesso li riportiamo tutti indietro e risolviamo la questione (a proposito, ma perchè Ariaudo – nel quale lo scorso anno credevamo – è andato a Cagliari?). Paolucci e Candreva serviranno domani, ma per uscire dal buco non so se possano bastare. Certo che poi, se Ferrara fa entrare Candreva al 78′ e Paolucci al 90′, servono ancora a meno.

- penso che adoro Alessandro Del Piero, per tanti motivi, da quello geografico a quello umano a quello sportivo, e che qualsiasi cosa faccia per me andrà sempre bene. Ma se fossi in lui, il prossimo anno, riguarderei cosa ha fatto Zola in Inghilterra, riguarderei in che condizioni è il calcio italiano e andrei davvero a provare l’esperienza oltremanica. Magari mettendo una clausoletta nel contratto del tipo “se capita, contro la Juve non gioco”. Scommetto che lui si divertirebbe un casino e diventerebbe anche un dio per i tifosi. Senza lui e Trezeguet lì davanti la Juve non sarebbe più la stessa, ma il tempo passa per tutti, quindi prima o poi la squadra deve ringiovanire. Solo che penso anche che non succederà.

- penso che Diego è forte davvero e lo diventerà ancora di più, e quando passerà la bufera saremo contenti di averlo preso. Se poi si svegliassero anche i suoi due connazionali, e soprattutto quello davanti che non ha ancora deciso se è brasiliano o italiano, sarebbe cosa buona e giusta.

- nei momenti più cupi faccio un incubo, e penso che siamo diventati come l’Inter di qualche anno fa: soldi e nomi buttati lì, nel tritacarne, senza un filo conduttore o uno straccio di progetto, senza una dirigenza degna di questo nome a gestire il tutto, mentre gli altri vincevano. Ma anche dagli incubi, per fortuna, ci si risveglia.

Forza, Juve.

AddThis Social Bookmark Button

Un minuto è un’opinione

18 gennaio 2010 by Mauro | Tag: | Lascia un commento »

Questo weekend sportivo ha visto osservare un minuto di silenzio (credo) dappertutto, per commemorare le vittime del terremoto di Haiti.

Ma perchè un minuto di silenzio – indetto per la stessa nobile causa – su un campo da rugby (Treviso-Munster di Heineken Cup, sabato pomeriggio) dura un minuto e l’unica cosa che si sente è il rumore del vento, mentre su un campo da calcio (uno a caso della nostra Serie A) dura 30/40 secondi e magari in sottofondo ci sono i cori degli ultras?

AddThis Social Bookmark Button

Passeggiata

17 gennaio 2010 by Mauro | Tag: | Lascia un commento »

Domenica pomeriggio. Freddo, ma non freddissimo. Coperto, ma non copertissimo, con una bella luce. Insomma, la tipica giornata invernale in cui fuori non stai neanche tanto male.

E allora, passeggiata da solo; passando prima in cimitero da papà e poi anche a trovare mamma. A passo lento, costeggiando il canale, in uno scenario talmente tranquillo e pacifico da non esserci più abituati. Mani in  tasca ed ipod nelle orecchie, occhi alti a gustarsi il paesaggio e bassi ad accompagnare i pensieri.

E come colonna sonora, guarda un po’, i Pooh degli anni ‘70. Cioè  il loro periodo migliore: quello in cui anch’io iniziavo a mangiare musica e ad ascoltare loro canzoni come “Ci penserò domani”, “Notte a sorpresa”, “Io sono vivo”. E una canzone come “Classe ‘58″ mi faceva sorgere mille domande sul mio futuro, su come sarebbe stato, su cosa avrei vissuto e cosa avrei passato. Vai a immaginare che trent’anni dopo sarei stato sul bordo di quel canale, con un affarino inconcepibile di qualche grammo in mano, dal quale sarebbe uscita quella stessa canzone, che mi avrebbe fatto pensare a quelle stesse cose, ma al passato. E che sarebbe stata la colonna sonora perfetta per un piccolo momento magico…

AddThis Social Bookmark Button

Ah, che bel verso…

5 gennaio 2010 by Mauro | Tag: | Lascia un commento »

“A parte che i sogni passano se uno li fa passare,
alcuni li hai sempre difesi, altri hai dovuto vederli finire.
Niente paura, niente paura, niente paura,
ci pensa la vita, mi han detto così”

AddThis Social Bookmark Button

Conosciamoci meglio

3 gennaio 2010 by Mauro | Tag: , | 1 commento »

Un’amica mi ha girato una mail con uno di quei classici questionari pieni di domande personali, che sembrano presi da un profilo di Facebook (o dai quali Facebook ha preso le idee per il suo profilo). E, siccome queste cose esercitano su di me uno strano fascino perverso – vedi anche qui e qui come ulteriore prova -, lo sbatto qui sul blog. Tiè!

  1. Il tuo nome: chi ha deciso di chiamarti così?
    È stata una scelta condivisa dei miei genitori; forse un po’ pilotata dalla mamma, come spesso succede.
  2. Perché ti hanno chiamato così?
    Boh. Comunque l’alternativa era Fabio.
  3. Come avresti voluto chiamarti?
    Non ci ho mai pensato seriamente, ma Mauro non mi dispiace.
  4. In che epoca avresti voluto essere nato e perché?
    Sto benissimo qui, la mancanza della tecnologia mi ucciderebbe. Però ammetto che gli anni ‘50/’60 hanno un certo fascino.
  5. Come hai trascorso il tuo ultimo compleanno?
    In famiglia.
  6. Qual è, tra i regali ricevuti, quello che ti è piaciuto di più?
    Il bastone da golf che mi ha regalato mia moglie. Per la cronaca, è un ibrido 3i.
  7. Qual è il regalo che tanto desideri e che non hai ancora ricevuto?
    Una schedina vincente del WinforLife.
  8. Ti piacciono le feste natalizie?
    Molto.
  9. Perché?
    Perchè credo al Natale ed alla famiglia
  10. Albero o presepe?
    Assolutamente tutti e due
  11. Dove hai trascorso le vacanze estive?
    Prima in Tunisia e poi in Val Badia
  12. Dove vorresti trascorrere le prossime vacanze?
    In Spagna.
  13. Mare o montagna?
    Tutti e due. Ma in montagna non ci sono ragazze in costume da guardare… ;)
  14. Sei formichina o cicala?
    Un po’ più cicala ma, sulle cose importanti, formica.
  15. Abbigliamento sportivo o elegante?
    Dipende dalle occasioni.
  16. Qual è la musica che ascolti più volentieri in questo periodo?
    Salto di quà e di là, come sempre: un po’ Neil Young, un po’ Alicia Keys, un po’ Tiziano Ferro… E in questo periodo un bel “Santa Claus is coming to town” non ci sta male.
  17. Che lavoro fai?
    Impiegato fantozziano.
  18. Cosa pensi del tuo datore di lavoro?
    Prossima domanda.
  19. Che lavoro vorresti fare?
    Potendone scegliere uno senza vincoli, il formatore.
  20. Sei felicemente accoppiato?
    Oh, yes.
  21. Cosa manca nella tua vita per essere felice?
    Mio padre.
  22. Che auto vorresti avere?
    Ora come ora la mia mi piace proprio…
  23. Quali sono gli hobbies che più ti rilassano e ti gratificano?
    Il golf.
  24. Hai a tua disposizione 3000 Euro: come li spendi?
    Una vacanza wellness con mia moglie.
  25. Computer o stilografica?
    Computer. Ma la stilografica la so usare.
  26. Voto in condotta alle elementari?
    10.
  27. Ti compare davanti il classico Genio della lampada: esprimi i tre desideri
    Iniziamo con il non avere più problemi di soldi, e agli altri due ci pensiamo con calma.
  28. Pensa a una persona che odi… cosa gli auguri?
    L’indifferenza degli altri.
  29. Hai mai fatto a botte con qualcuno e, se sì, perché?
    Forse una volta da bambino, ma chi si ricorda perchè.
  30. Per chi daresti la vita?
    Per mio figlio.
  31. Quale film andresti a vedere stasera al cinema?
    Una commedia.
  32. Preferiresti avere un lavoro che ti gratifica in tutto o vivere di rendita?
    Vada per la rendita, che qualcosa di gratificante da fare poi lo trovo.
  33. A che età hai dato il primo bacio?
    Tardi…
  34. Ti ricordi il suo nome?
    E come no?
  35. Rosso o blu?
    Rosso.
  36. Occhiali?
    Ma è una domanda da fare ad un miope?
  37. Piercing
    No.
  38. Tatuaggi
    No.
  39. Quanto ti piace il tuo lavoro
    C’è molto di peggio.
  40. Il nome di un’amicizia di infanzia
    Riccardo.
  41. Il nome della tua maestra d’asilo?
    Suor Giuseppina.
  42. Quand’è stata l’ultima volta che sei uscito con il tuo migliore amico?
    Eh, sarà almeno un mesetto abbondante. Infatti dobbiamo ritrovarci…
  43. I tuoi genitori ti hanno mai dato una sculacciata “terapeutica”?
    Come no, me la ricordo ancora. Era pienamente giustificata ed è totalmente servita.
  44. Cosa vorresti cancellare della tua infanzia?
    L’imbranataggine.
  45. Il momento più bello della tua infanzia?
    Tutta la mia infanzia è stata bella.
  46. Come appelleresti il tuo capo?
    Prossima domanda.
  47. Il ricordo più brutto del tuo passato lavorativo?
    Il primo lavoro fisso; soprattutto, il capo. A posteriori posso dire che l’esperienza mi è servita, eccome; ma sul momento non ci mangiavo.
  48. Il ricordo più bello del tuo passato lavorativo?
    I colleghi che ho avuto, in almeno un paio di uffici.
  49. Qual è il momento più bello della tua giornata?
    La sera quando torno da mio figlio.
  50. Sepoltura o cremazione?
    Per me anche cremazione, ma lascerò decidere a mia moglie.
  51. Uno scrittore che leggevi spesso ai tempi della scuola?
    Paolo Villaggio e Woody Allen.
  52. L’insegnante che non dimenticherai mai e perché?
    La mia maestra delle elementari: piacesse o no, mi ha dato l’imprinting di quello che poi sono diventato.
  53. Che nome daresti ai tuoi figli, a parte i già nati?
    Ci è sempre piaciuto Lisa.
  54. Vale la pena sacrificare dei valori per raggiungere degli scopi?
    In genere no, ma dipende dall’importanza degli scopi.
  55. Dov’eri il 1° gennaio 2009 alle ore 01.00?
    Fuori in giardino, a fotografare la clamorosa nevicata che stava scendendo.
  56. Nel tuo ambiente di lavoro, dal punto di vista della simpatia, di quante persone faresti volentieri a meno?
    Parecchie. Ma, visto che il mondo è bello perchè è vario, immagino che altri possano dire la stessa cosa riferendosi a me.
  57. Tra tutti i tuoi colleghi e capi, chi prenderesti come esempio da seguire e perché?
    Tutti quelli che ragionano tenendo sempre presente che esistono anche gli altri; purtroppo, non sono molti.
  58. Ti arrivano dal cielo 5 milioni di Euro; quanto destineresti ad amici e familiari?
    Uhm… dovrei fare due conti con calma.
  59. Dove vorresti essere in questo preciso istante?
    In una spa, seduto nel bagno turco.
  60. Quale frase potrebbe essere il tuo motto?
    Il bicchiere è mezzo pieno.
  61. Chi è la persona che ti è fisicamente più vicino in questo istante?
    Mia moglie.
  62. Digli qualcosa
    Mi puoi fare un caffè?
  63. Chi è la persona che vorresti più distante da te?
    Quelle che non voglio vicine già non lo sono.
  64. Ti offrono un viaggio alle Maldive tutto pagato, ma devi partire fra 4 ore, cosa decidi di fare?
    Chiamo l’ufficio e dico che lunedì non mi vedono.
  65. Per quale tipo di ricompensa ti faresti rinchiudere nella casa del grande fratello con degli estranei per tre mesi?
    Non lo so, fatemi un’offerta e poi vediamo…
  66. Per quale tipo di ricompensa ti faresti rinchiudere nella casa del grande fratello con i tuoi colleghi, nessuno escluso, per tre mesi?
    Non è che al lavoro ci passi insieme molto meno tempo…
  67. Il tuo capo ti offre un posto di maggior prestigio e potere con un aumento di stipendio di 100 Euro al mese oppure solo un aumento di stipendio di 400 Euro al mese, cosa scegli?
    Take the money and run.
  68. Come cambierebbe la tua vita dopo aver azzeccato un 6 da 30.000.000,00 di Euro al Superenalotto?
    Farei più cose di quelle che mi piace fare e – spero – meno di quelle che odio fare.
  69. La tua casa ideale?
    La mia non è male. Potendo scegliere liberamente, ci vorrei anche una spa. E un garage più grande.
  70. Quand’è stata l’ultima volta che hai litigato, con chi e perché
    Senz’altro, con mia moglie, e probabilmente non molti giorni fa per una stupidaggine; ma non mi ricordo già più il perchè. Sono fatto così, mi passa subito.
  71. Hai mai desiderato la morte di qualcuno?
    Sì, ma senza convinzione. E comunque quando mi capita non mi piaccio.
  72. Dimentichi i torti subiti o coltivi il rancore?
    Dimentico quasi tutto e abbastanza in fretta.
  73. Arredamento classico o moderno?
    Moderno.
  74. Doccia o vasca?
    Generalmente doccia, ma l’idromassaggio è sempre l’idromassaggio.
  75. SMS o telefonare?
    Dipende da cosa devo dire e a chi.
  76. Un pregio ed un difetto del tuo partner
    È dolcissima e testarda.
  77. Un tuo pregio e un tuo difetto
    Mi sforzo di vedere il lato positivo delle cose e sono lunatico.
  78. Ti sei mai ubriacato?
    Sì.
  79. Ti sei già innamorato?
    Sì.
  80. Hai già amato qualcuno al punto di piangere?
    Sì.
  81. Hai già avuto incidenti in macchina?
    Sì, porc…
  82. Numero favorito
    14
  83. Perché?
    C’è stato un periodo della mia vita in cui, curiosamente, ricorreva casualmente in molte cose, e le più disparate.
  84. Zone in cui ti piace essere baciato?
    Eeeeee proppprio lì volea volaaare…
  85. Film preferiti?
    Riporto la Top 5 che c’è nella pagina “Su di me“: Marrakech Express, The Blues Brothers, Harry ti presento Sally, L’attimo fuggente, Non ci resta che piangere. Con “Ritorno al futuro” che è rimasto fuori per pochissimo.
  86. Piatti favoriti?
    Pasta all’amatriciana, il brasato di mia mamma, peperoni, sacher torte.
  87. Giorno preferito della settimana?
    Sabato, chissà perchè…
  88. Lasciare o essere lasciati?
    Se lasci lo decidi tu, se sei lasciato subisci. Ma non è comunque un gran bel scegliere.
  89. Fiori preferiti?
    Ho scoperto che il giardinaggio mi rilassa, ma sui fiori rimango un beato ignorante.
  90. Materia meno interessante?
    La storia antica: non ho ancora capito il senso della presenza delle Guerre Puniche nei programmi scolastici.
  91. Animale preferito
    Ho sempre avuto gatti, ma neanche i cani sono male.
  92. Quando è stata l’ultima volta che sei stato all’ospedale?
    Tre settimane fa, per un attacco di gastrite. Ma mi hanno dimesso quasi subito, dopo una bella flebo.
  93. Che nome aveva il tuo pupazzo preferito da bambino?
    Non ricordo di averne mai avuto uno.
  94. Quante volte hai fatto l’esame per la patente?
    Buona la prima.
  95. Come ti vedi da qui a 10 anni?
    Non mi vedo nemmeno a cinque, figuriamoci a dieci.
  96. Sei già stato condannato per qualche crimine?
    No.
  97. Qual è il negozio che sceglieresti per spendere tutti i soldi di una carta di credito?
    Mediaworld.
  98. Cosa fai di solito quando ti senti giù?
    Cerco mio figlio. Mi infilo l’ipod a volume alto. Cerco di pensare ad altro.
  99. Qual è la cosa che ti fa più arrabbiare?
    L’arroganza delle persone piccole.
  100. Qual è la cosa più bella che esiste?
    All you need is love.
  101. Dì una cosa sulla persona che ti ha inviato questa mail
    Ci conosciamo da 30 anni, ed ha ancora voglia di leggere il mio blog.
AddThis Social Bookmark Button

Ehilà, chi si risente… ma dove eri finito?

2 gennaio 2010 by Mauro | Tag: | Lascia un commento »

Ciao, che piacere… sì, sì, sono ancora vivo eheheh… sì, sto bene, e tu? tutto bene?… bene, dai… sì, tutti bene anche loro… Andrea? ah, lui sta meglio di tutti noi messi assieme… sì sì, no, non si è mai ammalato, sta tenendo botta splendidamente… macchè suina, nemmeno un raffreddore finora… sììì, a scuola va bene, per il momento è contento, finchè dura… eh sì, i compiti… vabbè, ma a chi di noi piaceva fare i compiti?… Sì, per il resto tutto bene, la moglie sta bene… lavoro? ma parliamo del tempo… eheheh… no, dai non sono sparito, basta che fai un giro su Twitter e mi trovi… sul blog non ho più scritto ma è stato un periodo un po’ pieno, diciamo… sì, ma adesso si ricomincia, com’è che si dice? anno nuovo, blog nuovo, no?… no, no, non lo cambio, sì, l’indirizzo rimane quello, intendevo solo che conto di riprenderlo in mano più spesso… eh, lo so, dai che magari ci risentiamo… eheheh, no, non sparisco più, promesso… ok, allora stammi bene anche tu.

CIAO! :D

AddThis Social Bookmark Button

E ora, qualcosa di completamente diverso?

11 settembre 2009 by Mauro | Tag: , , | 1 commento »

Sempre per la serie “guardiamoci con gli occhi degli stranieri”, riporto un breve frammento di un editoriale letto sul Wall Street Journal. L’intero articolo è qui:

“Tales of call-girls and 18-year-olds aside, we can imagine journalists publishing far more important stories about Mr. Berlusconi’s governance—of his relationships with Tripoli and Tehran, perhaps, of the effects of his economic nationalism, of his treatment of immigrants or his broken promises to cut taxes—that might also damage what he suddenly imagines to be his pristine reputation.”

Per chi non mastica tanto l’inglese: l’articolista deduce che i giornalisti possano avere cose più importanti da pubblicare su Berlusconi, e altrettanto lesive per la sua reputazione – le sue relazioni con Tripoli e Teheran, gli effetti del suo nazionalismo economico, le sue promesse non mantenute di tagliare le tasse – rispetto ai suoi affaracci con le signorine.

Com’è evidente che non ci conosce…

AddThis Social Bookmark Button

Facebook e la rete. Facebook è la rete?

31 agosto 2009 by Mauro | Tag: , , | Lascia un commento »

Finite e dimenticate le ferie, si torna alle solite letture. Ecco un bel pezzo dal blog di Massimo Mantellini.

AddThis Social Bookmark Button

Del perchè l’Italia non ha più speranze #4

29 luglio 2009 by Mauro | Tag: , | 6 commenti »

Da “La Stampa”. E poi dice che in Italia non si fanno più figli…

“[...] oggi in Italia ci sono milioni di bambini e giovani il cui destino è già segnato. Famiglie che ormai non dicono nemmeno più ai loro figli «studiate così potrete fare meglio di noi», perché sanno che per i loro figli l’università sarà un obiettivo difficile e per di più inutile. Eppure nessuno si cura del futuro di questi bambini di queste famiglie sempre più rassegnate.”

AddThis Social Bookmark Button

I’m working on a dream

26 luglio 2009 by Mauro | Tag: , , | Lascia un commento »

Come si fa a spiegare un concerto di Bruce Springsteen a chi non c’è mai stato?

Mah, difficile. Si può provare a raccontarlo, certo. Magari partendo dall’inizio…

Udine, 23 luglio 2009. Torno a vedere Bruce Springsteen dal vivo dopo 10 anni – e l’ho realizzato solo al momento di cambiarmi prima di partire, quando ho tirato fuori la mia t-shirt del concerto del Boss a Bologna e ci ho trovato scritto 1999 – .

Ci torno non proprio nel modo in cui avrei voluto (a un concerto rock si va nel prato) ma in tribuna, parte di un gruppo organizzato che però ha il grosso vantaggio della corriera; così si arriva davanti allo stadio, si riparte da davanti allo stadio e (soprattutto) in corriera si può dormire, specialmente al ritorno. Quindi, per stavolta, va bene così.

L’autista, arrivati allo stadio, ci comunica che secondo lui c’è una confusione doppia rispetto al concerto di Madonna della scorsa settimana. Non per voler fare paragoni fra Bruce e… ah-ehm… quell’altra, ma trovo la cosa estremamente logica e ovvia. :)

Si impone una sosta per un panino leggero (porchetta & peperoni) ed entriamo. I posti sono buoni, ma la presenza della pista di atletica fa sì che siamo non proprio vicinissimi al palco. Guardando la folla sul prato inizio a sentire quel sentimento tipo “FATEMI ANDARE LI’!!” che mi accompagnerà per tutto il concerto. E scopro quasi subito che la batteria del telefono è stata prosciugata dall’uso intenso di Twibble durante il viaggio e che, ancor più grave, che ho preso al volo la macchina fotografica senza controllare le batterie. Che, infatti, sono al limite. Avrei bisogno di un buon concerto per ripristinare la pace interiore…

Udine01

Alle 9, circa, si spengono le luci ed entrano sul palco tre fisarmoniche che intonano una tarantella. Suppongo che a non a tutti sia chiara la differenza che in Italia è percepita fra Udine e Napoli ma un bel “chisse” stavolta ci sta bene. Ed è l’introduzione a ‘Sherry Darling’, che apre il concerto. Mi sento vecchio, pensando che una volta la suonavamo con i Freeway ed ora mi ricordo a stento il testo, ma come un colpo al cuore parte l’attacco di ‘Badlands’ e sparisce tutto. ‘Hungry Heart’ è cantata in coro da tutto lo stadio, e la ragazza davanti a me si gira a guardarmi dopo che ho urlato tutto il primo giro strofa-ritornello. Tre canzoni e Bruce ha già in pugno tutti. Parte ‘Outlaw Pete’ e l’atmosfera si rlassa un po’, anche se il ‘Can you hear me?’ del refrain si sarà sentito fino in centro a Udine.

Udine02

Dopo il terzetto ‘Working on a dream’, ‘Murder Incorporated’ e ‘Johnny 99′ in una bellissima versione elettrica si aprono le richieste: Springsteen raccoglie i cartelli che il pubblico ha portato con le richieste, li porta sul palco, ne sceglie uno, lo mostra alla band e poi “One, two, three, four…” attacca la canzone. Così, a casaccio, pescando potenzialmente fra un repertorio ormai sterminato. E dal cilindro escono perle come ‘Summertime Blues’, il classico di Eddie Cochran, la splendida ‘Streets of fire’, una inattesa ‘Be true’ ed una ‘Waitin’ on sunny day’ durante la quale Bruce passa stupefatto il microfono ad un ragazzino delle prime file (non scherzo, avrà avuto sì e no 7 anni) che intona il ritornello accolto da un boato del pubblico.

Udine03

E si continua, senza soste, sempre con una canzone dietro l’altra, lanciate dal classico “One, two, three, four…”. ‘The promised land’ è trascinante, ‘41 shots’ è da pelle d’oca e ‘Born to run’ (che è sempre ‘Born to run’…) conduce alla classica pausa prima dei bis. Solo che la band non lascia neanche il palco. Bruce si dirige verso il pubblico, prende l’ennesimo cartello, lo mostra alla band e attacca ‘Born in the USA’ che scatena il pandemonio. ‘Bobby Jean’ (una delle mie preferite) e ‘Dancing in the dark’ con una ragazza del pubblico chiamata sul palco a ballare lanciano il finale sulle note di ‘Twist and shout’ mescolata a ‘La bamba’, eseguite a luci accese e con tutto lo stadio che balla. Alla fine, Bruce sorridente è costretto a fare un segno al pubblico per far capire di non farcela più, quasi a giustificarsi per il solito spettacolo tiratissimo di “sole” tre ore.

Udine04

Ecco, a raccontare Springsteen ci sono (forse) riuscito. Ma si può spiegarlo a qualcuno che non l’ha mai visto dal vivo, fargli capire cosa significa un concerto di Bruce Springsteen, in modo da fargli venir voglia di vederne uno, se dovesse capitare?

Si può spiegare l’energia? Quel fluido invisibile che inizia a scorrere non appena Bruce entra nel palco, che inizia ad entrarti dentro con la prima canzone e che ti rimane intrappolato dentro già dal primo “One, two, three, four…” – cioè l’attacco della seconda canzone -.

Si può spiegare l’allegria? Quella che ti prende vedendo questo ragazzino di quasi 60 anni correre in giro per il palco, scherzando e cazzeggiando con Little Steven, Max Weinberg, Nils Lofgren, i suoi migliori amici vecchi come lui se non di più (ehi, Clarence ‘Big Man’ Clemons ne ha 67 ormai…), improvvisare improbabili gag come quella della grappa e capire che si sta davvero divertendo anche lui.

Si può spiegare la musica? Rock vero, puro, asciutto, diretto, senza trucchi né inganni. Canzoni che ti prendono, ti fanno muovere, ti fanno salire in alto e commuovere, e ballare e cantare, e ti asciugano e ti lasciano svuotato ma felice.

Si possono spiegare le parole? Parole semplici, dirette per storie vive, reali. “Io rubo direttamente dalla vita, dalle cose che capitano a tutti. Nelle canzoni non voglio parlati di me. Voglio parlarti di te.” (intervista a Rolling Stone Magazine, luglio 2009 nell’edizione italiana; leggetela se vi capita, perchè merita).

Si può spiegare la preparazione che c’è dietro? Non mi vengono in mente molti altri artisti che dicono ai fans “Al concerto portatevi dei cartelli, scriveteci sopra il titolo della canzone che volete sentire e noi ve la suoniamo”. E Bruce va fra il pubblico, raccoglie un po’ di cartelli, li porta sul palco, ne prende uno, lo alza verso la band per farglielo vedere e poi… “One, two, three, four…” parte la canzone, perfetta, senza sbavature, magari sconosciuta, magari ineseguita dal vivo da lunghissimo tempo, non importa, perchè l’hanno chiesta e noi gliela facciamo. E poi un’altra, e un’altra ancora…

Si può spiegare la fitta alla bocca dello stomaco di un ragazzo di 44 anni seduto comodamente in tribuna, che guarda la selva di mani ondeggianti sul prato, pensa ai ragazzi sudati, afoni ed esausti che ci stanno sotto e pensa “FATEMI ANDARE LI’!!”?

Boh, forse ci si può provare, ma non credo renda molto. Allora facciamo così: la prossima volta, fidatevi, andate a vederlo. E fatemi un fischio, così vengo anch’io. Sul prato, però. :)

AddThis Social Bookmark Button