Zach

Per molti quello che sto per scrivere non vorrà dire molto; so che la passione per il football americano non è facile da comprendere. E la passione per i Miami Dolphins, ultimamente, lo è ancora meno, visto che la mia squadra del cuore fa allegramente schifo ormai da molti anni.
Ma negli ultimi 12 anni c’è stato un giocatore su tutti che ha saputo conquistare l’affetto di tutti i tifosi, la stima degli avversari e l’ammirazione degli addetti ai lavori. Un giocatore che è arrivato a Miami scelto al 5° giro del draft annuale – non proprio una posizione di eccellenza – ed etichettato da tutti come “troppo piccolo” per giocare fra i professionisti. Specialmente, poi, per giocare in un ruolo difficile come il middle linebacker, l’uomo che gioca nel mezzo della difesa e che, in pratica, ne diventa spesso la guida.
Ma Zach Thomas ha smentito tutti. A Miami è stato il cuore e l’anima della squadra, dando l’esempio dentro il campo – per 10 dei 12 anni trascorsi ai Dolphins è stato il leading tackler, andando sempre sopra i 100 placcaggi a stagione – e soprattutto fuori, comportandosi da vero leader con i compagni, preparando con una cura maniacale le partite e dando sempre il massimo in ogni occasione. Riconosciuto da tutti come uno dei migliori linebackers di tuta la NFL, non è mai riuscito a vincere nulla, perchè all’eccellenza della difesa da lui guidata non è mai corrisposto un attacco altrettanto degno. La sua maglia numero 54 è diventata un simbolo a Miami e per tutti i tifosi dei Dolphins, me compreso. Ma ora, è finita.
Dopo un’annata disastrosa, conclusa con 1 sola vittoria su 17 partite, i Dolphins stanno ricostruendo tutto. C’è una dirigenza nuova, senza legami con il passato, che deve rifare la squadra partendo ovviamente dai giovani; Zach viene da un grosso infortunio con annessa commozione cerebrale, ha 35 anni – tanti, per un ruolo fisicamente logorante come il linebacker – e prende anche tanti soldi. Nello sport professionistico non c’è lealtà, non ci sono sentimenti e le bandiere hanno vita dura: vince la logica. Quindi, la decisione: la bandiera dei tifosi viene ammainata.
È come se la Juve licenziasse Del Piero, o la Roma cacciasse Totti. Hai voglia di spiegarlo a un tifoso, che magari se l’aspettava ma non lo voleva ritenere possibile, che non giustifica con la logica ma ragiona col cuore. Come me, insomma…
Adesso Zach se n’è andato, gestendo l’addio con classe, e visto che non pensa al ritiro è libero di cercarsi una squadra per provare a vincere quel titolo che a Miami non è riuscito a raggiungere e che decisamente si meriterebbe. Magari finirà agli odiati Patriots: spero di no, ma so che nemmeno in quel caso riuscirò a volergli male.
E la mia maglia con il numero 54 avrà sempre un posto speciale nell’armadio :)
Go Zach!!!

Zach Thomas (from http://sun-sentinel.com)

Zach Thomas, MLB #54, Miami Dolphins
(photo from South Florida Sun-Sentinel, http://www.sun-sentinel.com)

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