CeBIT

Sono appena rientrato da una breve visita in Germania per il CeBIT di Hannover. Non avevo mai avuto occasione di andarci, quindi ho colto volentieri l’opportunità.
La fiera è enorme, e con una sola giornata a disposizione ho dovuto davvero galoppare per riuscire a vedere tutti i padiglioni. Fra le corse e la confusione generale, ecco alcune cose che mi hanno colpito:

– è assolutamente chiaro il ruolo predominante dei produttori orientali. Non so i dati ufficiali, ma secondo me almeno metà degli espositori venivano da Giappone, Corea, Cina, Taiwan oppure dalle aree circostanti. E ciò era tanto più palpabile quanto più ci si spostava verso i padiglioni dedicati ai componenti ed ai pc desktop, allontanandosi dalle aree più “fashion” dedicate a tlc o gaming;

– pochi gadget a disposizione dei visitatori. Sarà la crisi, saranno le perquisizioni della polizia (se volete, qui c’è un articolo di Punto Informatico al riguardo) ma rispetto ad altre manifestazione non ho visto il diluvio di collarini, penne e trappolette varie che in genere affollano gli stand pronte per essere distribuite ai visitatori e diffondere il brand. Tante caramelle, ecco, quelle sì. E tanti stand con il bar interno, evidentemente ritenuto l’ambiente ideale per due chiacchiere d’affari;

– una delle parole d’ordine è Ambiente. Molti grossi nomi hanno spinto sull’acceleratore delle tematiche ambientali, con la parola GREEN presente sempre ed ovunque, ed installazioni a dimostrare come l’attenzione all’ambinete sia al centro delle moderne tecnologie. Almeno a parole. Nei fatti, non ci è dato sapere, ma almeno la consapevolezza sembra esserci;

– non ho visto tutti i grossi nomi, forse le strategie stanno cambiando. E fra i big, imponenti gli stand di Deutsche Telekom, SAP e Samsung (presente fra l’altro in padiglioni diversi), nonchè gli interi padiglioni occupati da Vodafone ed Intel (che vince anche il mio personalissimo premio per la borsa da spalla più grande vista girare al CeBIT);

– un padiglione intero per gli operatori nel campo della sicurezza è segno di importanza, di soldi o di coscienza che il problema c’è ed è grosso?

– ho giocato a campo minato interagendo col computer solo con gli occhi. Non sono riuscito a finire il gioco, sono saltato su una mina prima. Non ho capito se ho sbagliato io o il computer ad interpretare il mio sguardo ma, dovendoci scommettere, non punterei su un errore del computer…

– infine, ovvio affollamento nel settore gaming ma anche nel padiglione dedicato a sistemi e tecnologie GPS. Qui, tante auto nei vari stand, e tante belle ragazze, ma quando qualcuno doveva veramente farsi vedere, ecco che piazzava una Cinquecento nello stand e sbaragliava tutti. Un po’ di sano orgoglio italiano ogni tanto fa sempre bene. 🙂

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